Il disarmo dell'arma da taglio

Il disarmo come già scritto nel precedente articolo è uno degli argomenti più discussi e criticati nella difesa personale, oggi voglio parlare del disarmo dell'arma bianca o da corpo contundente, materia molto più complessa delle armi da fuoco e vedremo il perché…

PREMESSA


COME PER LE ARMI DA FUOCO ANCHE QUI IL DISARMO È L’ESTREMA RATIO, NON DEVE PASSARE IN NESSUN MODO IL MESSAGGIO CHE IO SUPPORTI LA TEORIA DEL DISARMO SENZA UNA GIUSTA CAUSA O UNA GIUSTA CONTESTUALIZZAZIONE.

 

Le armi da taglio o da percussione hanno una peculiarità che le armi da fuoco non hanno, si possono utilizzare solo da breve distanza e ci sono diverse discipline marziali che trattano la materia dalle quali poter attingere, per prima cosa dobbiamo capire quali sono i punti nevralgici dell’arma da taglio e da percussione:

 

  • Dinamicità;

  • Traiettorie;

  • Manipolazione;

  • Struttura dell’arma.

 

La dinamicità nelle armi da taglio è il punto più dolente di tutta la materia, di fatti questa le rende molto insidiose, una lama può essere nascosta all’interno del palmo e risultare comunque letale, la dinamicità (che può essere letta anche come velocità) unita alla traiettoria rende la lama imprevedibile e difficilmente intercettabile, non a caso su una distanza di 5 metri risulta molto più pericolosa una lama che una pistola e il web è pieno di esempi di questo tipo dove si studiano i tempi di reazione con arma in fondina.

La manipolazione delle armi bianche è molto complessa, non si può pensare di manipolare una lama senza tagliarsi e non si può pensare di manipolare una lama nello stesso modo in cui si manipola un’arma da fuoco, di fatti quest’ultima una volta direzionata fuori dalla nostra traiettoria possiamo dire che siamo già a metà dell’opera, mentre con la lama siamo solo all’inizio e non è difficile ritornare nella situazione precedente. La difficoltà nella manipolazione e poi vincolata dalla strutturazione dell’arma bianca che può essere strutturata in diversi modi, può essere mono filo o doppio filo, avere la lama molto corta oppure molto lunga, avere la lama dritta o ricurva, può avere un anello di tenuta, può essere impugnata in normal o reverse grip.

La struttura dell’arma va valutata in modo standard, dobbiamo valutare sempre la lama a doppio filo, non importa se poi non lo è, lo dobbiamo fare perché la lama a doppio filo è più insidiosa di quella mono filo, ricordiamoci che dobbiamo allenarci per la situazione peggiore e non per quella migliore.


La dinamicità insieme alla velocità sono i punti cardine per portare un attacco efficace sul target, lo scopo finale sarà quello di infliggere più colpi (punture e tagli) possibili alla vittima, grazie alla dinamicità l’aggressore può “scivolare” su di noi cambiando repentinamente una traiettoria e quindi il punto da colpire, se ad esempio vediamo che il colpo arriva al collo istintivamente alzeremo il braccio mettendolo in protezione, l’aggressore a quel punto può velocemente cambiare traiettoria abbassando il braccio e andando a colpire la zona addominale che in quel momento risulterebbe essere scoperta, per evitare questo dobbiamo sapere come andare in protezione del collo e quindi quale braccio utilizzare e come utilizzarlo, per capirci, chi vi insegna ad utilizzare il braccio sinistro per bloccare un colpo proveniente dal lato sinistro vi sta insegnando una tecnica molto pericolosa che senza la giusta esperienza vi porterà ad essere attinti dalla lama, quindi per bloccare un colpo proveniente dal nostro lato sinistro dovremo utilizzare il braccio destro, questo si chiama “cross block”. Differentemente dall’arma da fuoco il coltello non si sottrae alla minaccia, bensì si cercherà di farglielo lasciare e farlo cadere a terra, pensare di andare con la mano nuda sulla lama è da folli perché si rischierebbe di auto infliggersi delle lesioni tali da inabilitare la nostra mano, nel kali ad esempio esistono delle tecniche che permettono di dirigere la lama contro la minaccia senza che questa la lasci, sono comunque tecniche molto complesse che per essere applicate necessitano di molta esperienza nelle arti marziali.


In conclusione posso solo dire che anche questa sezione deve essere contestualizzata sia in base al contesto che nel ruolo che il singolo individuo ricopre perché andando a reagire ad una minaccia senza che ce ne sia il bisogno può mettere in grave pericolo sia noi che le persone che sono con noi.





I contenuti presenti sul blog "Team Delta TMU" dei quali è autore il proprietario del blog non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso.
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.
Copyright © 2022 Team Delta TMU by Diego Ferretti. All rights reserved

Commenti

Post popolari in questo blog

La paura

La posizione di guardia di primo approccio, caratteristiche e come sceglierla.

Posizione di combattimento, cos'è e come va strutturata.