Il disarmo dell'arma da fuoco
Il disarmo è uno dei rami della difesa personale più discusso e criticato, c’è chi sostiene che sia impossibile applicarlo e chi invece secondo alcune teorie sostiene l’esatto contrario, io molto probabilmente non rientro in nessuna delle due fazioni, non sostengo il disarmo in quanto tale ma non dico nemmeno che sia impossibile, in questo articolo cercherò di chiarire la mia posizione a riguardo sperando di essere d’aiuto a chi deciderà di proseguire nella lettura.
PREMESSA
IL DISARMO È E RIMARRÀ SEMPRE L’ESTREMA RATIO, NON DEVE PASSARE IN NESSUN MODO IL MESSAGGIO CHE IO SOSTENGA QUESTE TECNICHE INDIFFERENTEMENTE DAL CONTESTO E DALLA SITUAZIONE PERCHÉ COSÌ NON È E NON LO SARÀ MAI!!!
Fatta questa doverosa premessa vediamo le cose da prendere in considerazione, quali meccanismi dobbiamo conoscere, chi ha realmente bisogno di utilizzare determinate tecniche e perché.
Per prima cosa dobbiamo fare una distinzione tra l’operatore di polizia o il militare ed il civile (altri segmenti professionali li ometto volontariamente poiché in Italia diverse figure sono illegali), per i civili io sono contrario all’insegnamento di determinate tecniche poiché il civile oltre a non avere la giusta forma mentis e le capacità tecniche, difficilmente potrà trovarsi a dover applicare un disarmo (dover è da leggersi come obbligato), di conseguenza se non in casi sporadici e solo dopo una formazione specifica evito di spiegare ed insegnare ai civili.
La seconda distinzione che va fatta è per il tipo di arma se lunga o corta (fucile o pistola), le tecniche di disarmo variano molto in base a questo fattore per ovvi motivi, all’interno di questa distinzione dobbiamo poi dividere le piattaforme per funzionamento meccanico, un rifle non funziona come uno shotgun pump action e un revolver non funziona come una semiautomatica, da questa differenziazione capiamo subito che per applicare un disarmo c’è bisogno di una profonda conoscenza dell’arma da fuoco e della sua meccanica, di conseguenza chi vuole apprendere la tecnica di disarmo dovrà prima affrontare un percorso formativo approfondito sulle armi da fuoco (per chiarezza non basta il semplice maneggio per l’acquisizione del porto d’armi), poi una volta verificata l’effettiva conoscenza di quel segmento formativo si potrà procedere con l’insegnamento delle tecniche di disarmo.
Arrivati al punto focale della discussione ossia delle tecniche, cerchiamo di fare un elenco di cosa dobbiamo prendere in considerazione:
dinamica
stress
funzionamento e conseguenze dell’azione termo balistica dell’arma
danni fisici dovuti alle conseguenze del funzionamento termo balistico
possibili collaterali
leve e conseguenze
La dinamica include le distanze entro le quali una tecnica è applicabile, gli spostamenti che possiamo e dobbiamo fare all’interno di un determinato contesto, i movimenti che può fare l’aggressore, la velocità con la quale si interagisce con la minaccia, i blocchi che si possono eseguire.
Dello stress ne ho già parlato qui, basti sapere che l’avere un’arma puntata contro ci porta in fascia rossa o grigia in base alla nostra preparazione.
Il funzionamento termo balistico dell’arma è importantissimo perché non si può pensare di mettere le mani su di un’arma senza conoscerne il funzionamento e soprattutto senza sapere cosa succede quando viene esploso un colpo, ogni tipo di arma lavora in modo diverso, una pistola semiautomatica quando esplode un colpo arretra violentemente il carrello, un rifle arretra l’otturatore, un revolver prima ruota il tamburo e poi scarica i gas lateralmente e tutte queste azioni portano ad una serie di possibili danni per chi attua la tecnica di disarmo.
Quindi arriviamo ai danni fisici che possono derivare dalla funzione termo balistica dell’arma, il primo è sicuramente il trauma acustico considerando che una normale pistola in calibro 9x21 produce un suono di circa 159 db che è di gran lunga superiore alla soglia del dolore che si trova a circa 130 db, ovviamente questo va rapportato ad una condizione normale quindi dove la nostra testa è lontana del vivo di volata, il problema è che in questo caso noi saremo molto vicini al vivo di volata quindi è probabile che quel forte rumore ci provocherà la perforazione del timpano con tutte le problematiche connesse a quel danno, si lo so, questo non ve l'aveva detto nessuno ma prima o poi bisognava dirvelo, il secondo danno al quale possiamo incorrere è dovuto all’azione meccanica del carrello, questo potrebbe provocare un taglio profondo sul palmo della mano tramite gli organi di mira, in base alla profondità del taglio potremmo avere anche l’inabilitazione della mano, ma comunque lo shock potrebbe far salire notevolmente la condizione di stress alla quale eravamo già sottoposti.
Ovviamente nessuno può garantire che durante il disarmo non venga esploso un colpo e come per i danni fisici riconducibili a questo evento dobbiamo considerare anche la possibilità che ci siano dei collaterali perché quel colpo da qualche parte arriverà e nessuno può sapere se si conficcherà in una parete oppure attingerà una persona che si trova nelle vicinanze, probabilmente in quel momento sarà il vostro ultimo pensiero ma è comunque giusto valutare anche questa eventualità perché il collaterale potrebbe essere vostra moglie o il vostro collega.
Arriviamo in fine alle leve e per il disarmo vero e proprio e cosa possono provocare, in base al tipo di leva potremmo semplicemente aver tolto l’arma dalle mani della minaccia ma potremmo anche ritrovarci nella condizione per la quale il dito dell’aggressore rimanga all’interno della guardia del grilletto, in questa condizione se l’arma è carica porterà inevitabilmente all’esplosione di un colpo che potrebbe attingere noi o l’aggressore o ancora un eventuale collaterale esterno.
Questi sono solo degli esempi e sono rapportati alla sola pistola semiautomatica non prendendo in considerazione se sia una singola o doppia azione, se ha o meno sicure esterne, se la minaccia la tiene con una o con entrambe le mani, ma soprattutto non prendendo in considerazione tutta la dinamica della colluttazione nella quale potrebbe succedere qualsiasi cosa.
Ricordatevi però che non esiste disarmo se prima non si è agito sulla minaccia colpendolo più e più volte, pensare di togliere un’arma dalle mani di una minaccia senza prima averlo colpito ripetutamente è non solo pericoloso ma anche ridicolo, perché qui parliamo di vita reale e non di un film dove se la scena è andata male possiamo ripeterla.
Spero che questo punto di vista vi possa essere di aiuto e soprattutto che vi dissuada dal pensare di poter effettuare determinate tecniche senza averne non solo la necessità effettiva ma soprattutto senza averne la conoscenza adeguata.
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Grazie per aver commentato questo articolo, per me il confronto con i miei lettori è molto importante perché è sempre motivo di crescita personale.