La reazione

La reazione è un tema molto complesso della difesa personale, non tanto per quanto riguarda la fase fisica che risulterà essere un susseguirsi di azioni tali da farci raggiungere uno scopo, ma bensì la fase decisionale che ci porterà o meno a reagire, spesso avendo praticato arti marziali o sport da combattimento siamo portati a pensare che possiamo eseguire correttamente una serie di tecniche che ci porteranno alla vittoria, in fondo ci siamo allenati una vita per affrontare una determinata situazione o una determinata minaccia, ma questo non basta a far sì che lo scontro volga a nostro favore, quindi come valutare se reagire o meno ad una determinata minaccia?

Prima di affrontare il nocciolo della questione dobbiamo fare una premessa obbligatoria, nella teoria possiamo applicare dei dettami che seguono la logica e che possono quindi farci prendere la giusta decisione in base alla situazione nella quale ci troviamo, questa logica però nella realtà potrebbe perdere valore lasciando spazio alle emozioni del momento che seguono più la pancia, dobbiamo quindi applicare un training specifico per valutare le nostre capacità sotto stress, dovremo valutare come e quanto vengono deteriorati i nostri processi cognitivi e quindi la nostra capacità decisionale.

Fatta questa piccola doverosa premessa torniamo al nocciolo della questione, quando e perché dovremmo reagire ad una minaccia?

La reazione ad una minaccia dovrebbe essere consentita solo quando la nostra o l’altrui incolumità è messa in serio pericolo, quindi solo quando dopo un processo cognitivo adeguato razionalizziamo che lo scopo della minaccia che ci troviamo di fronte sia quello di fare del male a noi o a qualcuno che è vicino a noi, bada bene però che con la frase “che è vicino a noi” non si intende necessariamente un soggetto conosciuto ma potrebbe essere anche un passante che in quel momento di trova in pericolo, a questo punto molti potrebbero chiedersi del perché dovremmo mettere la nostra incolumità in pericolo a favore di qualcuno che non conosciamo, la risposta è molto semplice, ognuno reagirà in base a quello che si sente di fare, nessuno può obbligare una persona a difenderne un’altra come  nessuno può giudicare chi decide di farlo, la volontà di aiutare una persona in pericolo è personale, ci sono persone che dedicano la propria vita a questo e altre che invece non hanno questo interesse, basti pensare a quante persone scelgono di fare volontariato e quante persone invece non si avvicineranno mai a questo mondo.

Quando invece non dovremo reagire? Quando non c’è pericolo, se una persona ci sta rapinando e quindi il suo scopo sono denaro e gioielli la reazione non è consentita perché reagendo daremo alla nostra vita lo stesso valore che in quel momento ci viene chiesto dalla minaccia, quindi il valore di pochi euro, magari di poche migliaia di euro, ma pur sempre un valore molto lontano a quello della nostra vita, peggio sarà se non siamo soli perché in quel caso non mettiamo in pericolo solo la nostra vita ma anche quella della persona che si trova con noi.

Questi sono solo piccoli spunti di riflessione che riguardano un tema ben più ampio, un tema per il quale non c’è possibilità di vagliare ogni singola situazione dal momento che ogni evento sarà comunque diverso dall’altro, di conseguenza non dovete soffermarvi alla semplice lettura ma dovreste andare ben oltre capendone il senso ed il meccanismo.



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