Il condizionamento fisico
Spesso si spendono ore e ore di training per perfezionare tecniche atte ad offendere (attacchi), svincoli da prese, leve articolari, riprodurre scenari surreali e magari senza senso tralasciando una parte importantissima della difesa personale, ossia quella che ci permetterà di limitare i danni al nostro corpo in caso di contatto diretto con la minaccia, il condizionamento fisico.
Attenzione!!! non ho scritto che fare training ore e ore per perfezionare le tecniche è tempo buttato via, sto dicendo altro, molto altro, sto dicendo che come spesso capita ci si focalizza tanto sul dito ma non si guarda quasi mai la luna, posso essere perfetto e preciso nell’esecuzione di una tecnica, posso essere in grado di applicare una leva articolare in poche frazioni di secondo e con una precisione millimetrica, ma se poi il mio fisico non è stato abituato a provare dolore, se la mia ossatura e muscolatura non sono state educate a determinati sforzi o urti, allora applicare quella leva non mi servirà a nulla, è un pò come il discorso della maratona, posso essermi allenato una vita a correre la maratona ma se poi la mia mente non è allenata ad affrontare gli eventi critici io quella maratona non la correrò mai.
A questo punto chi non ha esperienza nelle arti marziali e negli sport da combattimento si starà chiedendo cosa si deve fare per condizionare il proprio corpo, gli altri li escludo perché questa è una pratica molto utilizzata negli sport sopra elencati e se qualcuno non la pratica allora probabilmente dovrebbe rivedere il proprio training, ma tornando a noi, la prima cosa che dovrete fare è capire quali ossa e quali muscoli vi serviranno e lavoreranno durante un possibile contatto, a me non piace escludere dei gruppi muscolari quindi li metterò tutti, per le ossa ovviamente non tutte sono condizionabili, ad esempio la scatola cranica è una di quelle non condizionabili e non iniziamo a parlare di monaci shaolin e roba varia perché lì si entra in una serie di processi psico-fisici che solo dopo anni e anni di training si possono raggiungere, e quando parlo di anni e anni non intendo con un allenamento al giorno e tre a settimana, ma di allenamenti tutti giorni (ergo 7/7) di almeno 8/10 ore al giorno, tutto ciò inizia da giovanissima età quindi noi non siamo nemmeno lontanamente avvicinabili a determinati soggetti. Per condizionare il proprio corpo bisogna iniziare un percorso graduale che porti a colpire oggetti con una consistenza sempre maggiore, possiamo prendere come esempio gli atleti tailandesi che praticano Muai Thai, loro colpiscono con la tibia corpi via via sempre più duri per condizionare le proprie tibie ad urti violenti tanto da arrivare a colpire arbusti molto duri, le parti ossee da condizionare non sono molte, parliamo di tibia, avambracci e mani, per quanto invece concerne la parte muscolare la dobbiamo allenare tutta, i muscoli ricoprono il 98% del nostro corpo e sono quelli che proteggono gran parte delle ossa, dei legamenti e degli organi vitali, attenzione però a non cadere in errore credendo che il muscolo per offrire protezione deve obbligatoriamente essere grande, su questo punto ci sarebbe da parlarne molto ma il tempo è tiranno, mi limiterò a dire che bisogna trovare il giusto compromesso tra protezione e agilità dove la seconda non può essere in alcun modo inficiata dalla prima ed ecco che per allenarsi bisogna individuare la giusta forma di training, io per la preparazione fisica come metodo ho scelto il workout perché attualmente lo individuo come il training più completo che troviamo, riesce ad unire forza esplosiva, resistenza ed equilibrio in tutti gli esercizi senza che uno possa in alcun modo inficiare l’altro, oltretutto è applicabile sia con che senza attrezzi e quindi risulta adatto a tutti anche a chi non ama molto la pesistica.
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Grazie per aver commentato questo articolo, per me il confronto con i miei lettori è molto importante perché è sempre motivo di crescita personale.