Differenza tra l’autodifesa non violenta e la difesa personale


La grande confusione nel settore della Difesa Personale è dovuto sicuramente dal fatto che tutti, ma proprio TUTTI, promuovono i propri corsi con la specifica dicitura DIFESA PERSONALE, quando nella realtà dei fatti risultano essere solo un 5% i corsi che trattano realmente questa materia mentre il restante 95% trattano la sola autodifesa non violenta. Una tra le prime differenze sostanziali che esistono tra la difesa personale e l’autodifesa non violenta deriva dal fatto che, mentre la prima si basa per il 95% sulla prevenzione e per il restante 5% sulla tecnica, la seconda si basa invece per il 100% (ad eccezione di pochissimi casi che vedono una percentuale del 80/90%), sulla mera tecnica. La seconda differenza invece la fa lo studio dei vari contesti o ambienti applicativi di determinate tecniche, ossia lo studio della percentuale che una determinata tecnica sia applicabile in un determinato contesto, cosa che viene studiata solo nella difesa personale con la riproduzione di contesti più reali possibili e lo studio continuo delle aggressioni vere e proprie tramite la visione di video presi dalle telecamere di sorveglianza sparse per il mondo e qui ci da una grossa mano la tecnologia con la diffusione di questi video su YouTube e piattaforme social similari. La terza differenza deriva dal tipo di training svolto, questo si suddivide in due tronconi, il primo è formato dai protocolli, ossia da specifici drill creati ad hoc che vanno a riprodurre situazioni particolari, spesso anche con il coinvolgimento emotivo, mentre il secondo dalla forma mentis, ossia dalla metodologia con la quale si affronta il training che può spaziare dalla percentuale di esecuzioni (quindi impegno fisico e mentale) o dal metodo, questo perché risulta inutile ripetere 1000 volte una determinata tecnica o un determinato esercizio se poi l’esecuzione è sbagliata, ad esempio durante il training nella difesa personale vengono presi in considerazione non solo gli ambienti ma anche il tipo di abbigliamento che indossiamo perché deve essere OBBLIGATORIAMENTE quello utilizzato nella vita quotidiana, cosa che invece nell’autodifesa non violenta non avviene poiché il training viene svolto in tuta ginnica e scarpe da tennis o comunque con abbigliamento comodo proprio per favorire il corsista nell’esecuzione delle varie tecniche proposte dall’istruttore. Uno dei presupposti del DDS è proprio quello di far chiarezza su questi punti che in seguito si dimostreranno la “chiave di volta” per una piena comprensione della difesa personale e per la scelta da parte dell’utente finale di frequentare un corso piuttosto che una altro.




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